SANTO NATALE 2020

Preghiera a Gesù

Signore Gesù,

contemplando il presepe, penso alla luminosità e alla serenità che accompagnano la tua venuta: l’apparire sulla terra di una grande luce; gli angeli che annunciano gioiosamente la tua nascita che dona la salvezza; i pastori che, dopo averti trovato assieme a Maria e Giuseppe, vanno a riferire la loro esperienza.

Le difficoltà del momento presente mi fanno anche pensare al contesto oscuro in cui tutto avviene: un mondo pieno di lotte, sopraffazioni, ingiustizie; un viaggio faticoso da Nazaret a Gerusalemme forzato dal censimento; la tua nascita in un luogo di fortuna; l’indifferenza e la chiusura di persone religiose nei confronti della tua venuta, annunciata dai profeti.

Caro Gesù, il tuo Natale si colloca ancora in un contesto oscuro, per il permanere di lotte, sopraffazioni e ingiustizie; a causa delle difficoltà e delle ferite, anche mortali, prodotte dalla pandemia su persone, famiglie e imprese; perché il virus ha reso ancor più evidenti la mancanza di visione e la corta prospettiva che da tempo caratterizzano la nostra vita personale, sociale e politica.  

Abbiamo indossato la mascherina dell’illusione, pensando di poter riprendere la normalità di sempre, ripartendo dal punto in cui il virus ci aveva fermati, come se non fossero cambiate le condizioni e le opportunità. La delusione, lo smarrimento, la sfiducia e la rabbia, diffuse in questa “seconda ondata” della pandemia, stanno mettendo tutti contro tutti, rendendo più complessa la ricerca di un orientamento comune e la possibilità di un’effettiva rinascita e dimostrando che nei mesi scorsi abbiamo pronunciato parole di alto spessore, ma che non ci appartenevano e che non hanno trovato terreno fertile dentro di noi.

Abbiamo bisogno di riferimenti chiari, di un rinnovato senso comunitario e di una spiritualità forte, per cambiare passo e percorso; per sostenere una visione alta della vita e della storia; per dare una svolta profonda al sentire, al pensare e all’operare personale e collettivo; per vivere la nostra libertà nella necessaria dimensione relazionale; per costruire una normalità nuova, dove il centro della convivenza e la misura di ogni scelta siano la persona e il bene comune.

Caro Gesù, abbiamo bisogno della luce, della serenità, della speranza, del coraggio e della forza che ci doni con la tua venuta. Ne ho bisogno io, nella mia vita personale prima ancora che in quella di parroco. Ne ha bisogno la mia comunità parrocchiale. E ne ha bisogno questa nostra società.

Vieni, Signore Gesù. Concedici di vivere questo Natale come incontro con te. Sorprendici e rendici disponibili al cambiamento con il dono del tuo amore!

don Giovanni